Ariane Hallier

The Artisan of dreams

I met Ariane even before she could hold a pencil in her hand, and from when she did it became a second nature. If painting is not other than a mixture of lines and fields of colour, then Ariane is a painter who has never abandoned childhood. She studied decoration at famous school in Brusselss, which evoked for me the workshops of Renaissance painters. From this time there are her fake marbles where her skill in trompe l’oeil created landscapes of a lunar beauty. Later, as she gave her creativity over to assignments, colours transformed the walls of apartments and houses, of offices, restaurants, shops and palaces. In her decorations stripes and geometric elements often mix with flowers and figuers, imbibing walls with memories of Rothko, with gesture that reminds one of the italian primitives. The dream that one can evoke in house and with which create space  is fascinating. To open imaginry windows in walls, to offer means of escape from being closed in. Ariane cultivates this dream, she weaves the fabric of our interior gardens and gives them back to our daily vision.

L’artigiana dei sogni.

Ho conosciuto Ariane ancora prima che tenesse una matita in mano, appena l’ebbe, fu per lei come una seconda natura. Se la pittura non è altro che un insieme di tratti e cerchi di colori, Ariane è una pittrice che non ha mai abbandonato l’infanzia. Si è formata nella pittura decorativa in una scuola celebre di Bruxelles che evocava per me la bottega dei pittori del Rinascimento. Di quest’epoca sono i finti marmi dove il gioco del trompe l’oeil crea dei paesaggi di una bellezza lunare. Più tardi, mettendo la sua abilità al servizio dei committenti, i colori trasformarono i muri degli appartamenti, delle case, degli uffici, dei ristoranti, dei negozi e dei negozi e dei palazzi. Nelle sue decorazioni, strisce ed elementi geometrici si accostano spesso ai fiori e alle figure, portanto sui muri i ricordi di Rothko con un gesto nel quale i primitivi italiani non sono assenti. È affascinante il sogno che si può insinuare i una casa e spiegare gli spazi, aprire finestre immaginarie nei muri, tendere linee di fuga per non sentirsi più rinchiusi. Ariane coltiva questo sogno, tesse le tele dei nostri giardini interiori e li restituisce ai nostri occhi quotidiani.

Sibylle Pieyre de Mandiargues



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